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venerdì 3 febbraio 2012

No al posto"fisso"neanche a quello "fesso"

Monti. “ Il posto fisso è monotonia!” Una frase che ha scatenato la reazione dei c.d benpensanti. Eppure, non c’è nulla di sconvolgente in quest’affermazione, perché, di fatto, la realtà è questa. Per accettare una simile affermazione, l’individuo deve essere “ poliedrico” che in parole povere significa avere più interessi o sapere svolgere più funzioni. In pratica si chiede di scommettere sulla propria intelligenza. La vera sfida per i giovani è sapersi adattare alle continue mutate condizioni di vita e sociali, perché il mondo è cambiato. Se non si comprende questa realtà, non si va da nessuna parte. Se abbandonare la cultura del posto “fisso” è un’esigenza, uguale esigenza, però, è evitare la pratica del posto “fesso”, ossia il precariato e l’assenza di garanzie, quando il posto si perde o si deve cambiare. Non c’è nulla di sconvolgente nel cambiare lavoro, anzi per certi versi favorisce l’immaginazione e aggiunge vitalità. Il problema è trovarlo e la scommessa di Monti e della società si gioca tutta qua.Pubblicata su La Sicilia 09.02.2012 Saro Pafumi